Dipendenza da zucchero



Secondo la ricerca sulla dipendenza dallo zucchero di Di Nicolantonio, O’Keefe e Wilson del 2017, la dipendenza da zucchero è equiparabile a quella da cocaina.


Consumare zucchero raffinato produce i medesimi effetti psicoattivi di molti stupefacenti ed è stato inoltre dichiarato, da soggetti dipendenti da cocaina, come la voglia di zucchero sia talvolta più forte di quella derivata dalla polvere bianca.


Chi già soffre di disturbi di alimentazione incontrollata (BED – binge eating disorder) rischia maggiormente di cadere in questa dipendenza, con effetti negativi a breve termine, come l’obesità e a medio-lungo, come il diabete, le malattie cardiovascolari e quelle degenerative come Parkinson e Alzheimer.


L’alterazione dell’umore, data dagli effetti psicoattivi dello zucchero, provocati dal rilascio di oppioidi endogeni naturali, è difficile da evitare. Oltre agli effetti chimici diretti, la componente psicologica è molto presente. Moltissime persone ottengono gratificazioni dagli alimenti che contengono zucchero, perché fin da bambini venivano premiati con qualcosa di dolce e associano il dolce con l’affetto.


Oltre allo zucchero assunto direttamente, che dovrebbe essere eliminato, lo zucchero aggiunto è presente in moltissimi alimenti di uso comune e, dunque, difficilmente evitabile.


Quindi, come si può intraprendere un percorso per uscire dalla dipendenza da zucchero?


Il percorso inizia al supermercato, anzi, inizia a casa, prima di recarsi al supermercato. Quando ci si reca a fare compere, bisogna sempre fare una lista delle cose da mettere nel carrello, in modo da acquistare soltanto prodotti di cui abbiamo veramente bisogno. Quegli alimenti che fanno parte del nostro percorso nutrizionale, senza farci sviare da tutte le offerte poste ad altezza d’occhio sui vari scaffali, nel labirinto che gli esperti di marketing fanno in modo di farvi percorrere per ricevere mille stimoli di acquisto, prima di trovare quello che state cercando.


Se non acquistiamo i prodotti non li avremo a portata di mano quando ne sentiremo il desiderio, una volta arrivati a casa. Esattamente come per qualsiasi droga, l’unico modo per non assumerla è non averla a portata di mano.


Un altro consiglio è quello di fare in modo di dormire a sufficienza. Riposare meno di quanto il corpo necessita, comporta un bisogno di maggiori energie che portano ad un consumo esagerato di zuccheri.


Molto spesso lo stato di disidratazione viene confuso per fame, pertanto bisogna ricordarsi di bere almeno i canonici due litri d’acqua al giorno e si noterà subito che verranno meno gli attacchi di fame.


Mangiare bene non è il solito consiglio scontato, ma fa parte del percorso.


Il corpo, se nutrito correttamente e a sufficienza, non sarà stimolato dalla fame e dalla voglia di zucchero. Si tratta di uno dei problemi di tutte le diete ipocaloriche, delle quali non mi stancherò mai di dire che sono assolutamente nocive, oltreché inefficaci. Si tolgono calorie al corpo che, inevitabilmente, va a cercarle compulsivamente. Il nostro cervello è stato modellato in milioni di anni e, la parte più ancestrale, è programmata per farci sopravvivere a qualunque costo. Pertanto, non si tratta di “forza di volontà” che manca. Una dieta ipocalorica non è compatibile con la vita e, pertanto, il nostro cervello, ad un certo punto, metterà in atto tutte le risorse che ha a disposizione e vi farà svuotare il frigo di notte, in un impulso inarrestabile di fame.


E che cosa cercherà principalmente? Cercherà gli zuccheri, perché sono quelli che sono i più veloci a liberare energia nel nostro circolo sanguigno. Zuccheri che in natura esistono molto poco e che il nostro cervello, che si è modellato nei millenni (mentre lo zucchero è disponibile in forma libera da pochissimi anni) lo andrà a cercare per mettere a posto il bilancio calorico che lui ritiene indispensabile per la vita.


Se ci si nutre con cibi salutari, a sufficienza, non si hanno mai “buchi nello stomaco” e quindi non servono snack o barrette spezzafame. Basta mangiare correttamente ai pasti principali.


Il senso di fame, come il bisogno di dolce, invece potrebbe arrivare per elevati livelli di stress o quando si è annoiati, spenti e spesso ansiosi. Per far fronte a questo è importante impegnarsi per vivere una vita piena, che ci faccia sentire realizzati. Praticare attività sportiva regolare, leggere cose interessanti, studiare e imparare per tutta la vita, dedicarsi ad attività che ci fanno piacere, limitano fortemente il desiderio di zuccheri.


Come ripeto spesso, è importante imparare ad ascoltare il proprio corpo e a comprenderne i segnali. Il bisogno compulsivo di zucchero e di alimenti dolci è quasi sempre il segnale di un disagio sottostante che va compreso e trattato.


Se hai bisogno di aiuto per superare i problemi da dipendenza di zucchero, o se vuoi iniziare il nostro percorso di nutrizione sana non esitare a contattarmi