Anedonia, l'incapacità di godersi la vita

Aggiornato il: apr 2



L’anedonia è un termine, derivante dal greco, che indica “l’incapacità di godersi la vita”.


È quello stato in cui una persona non riesce più a gioire per nulla. Si ritrova a non amare più ciò che faceva e a non voler fare più ciò che lo appassionava.


Possiamo considerare l’anedonia come una conseguenza, o un campanello di allarme, per malattie mentali più gravi come la depressione. La persona che ne soffre non riesce più a godere dei piaceri della vita, di un successo personale o di quello degli altri. Non ha più la motivazione per mangiare il suo piatto preferito, emozionarsi alle luci del tramonto o provare piacere durante un rapporto sessuale.


L’anedonia ha vari gradi di gravità, intrinsecamente legati a ciò che l’ha originata. È possibile che chi ne soffre si renda conto di non gioire più per avvenimenti che prima lo rendevano euforico, causando un senso di frustrazione nella persona, aggravando lo stato di anedonia in cui si trova.


Non esiste un trattamento specifico per curare questo stato di annebbiamento emotivo, anche perché è solitamente scaturito da disturbi mentali ben più gravi. Dunque, ai fini di una terapia il professionista individuerà la situazione specifica del soggetto, cercando di curare il disagio sottostante, scatenante l’anedonia.


Il supporto di uno specialista è essenziale in questi casi, oltre ad un ambiente familiare che segua le linee guida del terapeuta. Chiedere aiuto è il passo più importante per tornare ad emozionarsi di nuovo.