Definire gli obiettivi stagionali nello sport

Aggiornato il: gen 13



Uno dei più grandi problemi che deve affrontare un atleta ad inizio anno, è quello di definire i propri obiettivi stagionali. Troppo spesso sono vaghi, non stimolanti oppure al. contrario, sono troppo ambiziosi, orientati solo al risultato, ma irraggiungibili.


È stato dimostrato come una corretta pianificazione, possa influenzare in maniera positiva le prestazioni degli atleti di qualsiasi età e livello.


La pianificazione è collegata a cambiamenti positivi in ​​importanti stati psicologici come l’ansia, la fiducia e la motivazione (Burton e Weiss, 2008). Si tratta di una attività che allenatori e psicologi dello sport dovrebbero utilizzare con regolarità.


La definizione degli obiettivi non è semplice e raramente viene applicata in maniera efficace.


È essenziale partire sempre da un’analisi delle capacità raggiunte dall'atleta in quel momento, al fine di misurare e scegliere il traguardo che più si adatta a sé stessi. Un errore in questa valutazione può portare a grossi problemi prestazionali, causati dalla perdita motivazionale, in piena stagione agonistica, proprio a causa della difficoltà a raggiungere i risultati che erano stati posti come obiettivo.


Per definire gli obiettivi, dunque, è molto utile utilizzare una tabella. Questa viene chiamata con un acronimo SMART, che sta per “Specific, Measurable, Achievable, Realistic, Timely”.

Si tratta di un modello di pianificazione degli obiettivi molto efficace, che è stato progettato da Doran (1981) e che nel tempo ha subito moltissime modifiche e varianti.


Vediamo quali caratteristiche deve rispettare un obiettivo ben strutturato:


Specifico: L’obiettivo fissato deve essere specifico, chiaro, non vago e possibilmente proposto in positivo. Non deve generare ambiguità o lasciare margini ad interpretazioni.


Misurabile: qualsiasi obiettivo deve essere misurabile, perché il suo raggiungimento o meno deve essere un fatto oggettivo, e non una valutazione soggettiva. Può tornare utile misurare la distanza dall’obiettivo prima, durante e dopo il suo raggiungimento, in modo da rendersi conto di quale è la direzione del lavoro che si sta svolgendo o che si intende svolgere.


Accessibile/Raggiungibile: l’obiettivo deve essere raggiungibile rispetto le proprie capacità e, di conseguenza, realizzabile.


Rilevante: Un obiettivo, però, deve essere sfidante. Obiettivi troppo semplici rischiano di demotivare, obiettivi troppo difficili possono diventare frustranti, con lo stesso effetto di far desistere nell'impegno.


Temporale: va sempre fissata una data definita entro la quale raggiungere il proprio obiettivo e una time-line che definisca tutte le fasi, entro le quali raggiungere i sotto-obiettivi in modo da controllare l'applicazione corretta del piano ed, eventualmente, intervenire con azioni correttive.


Dal punto di vista psicologico, parlando di obiettivi, è importante darne una precisa definizione, visto che non sono tutti uguali. Gli obiettivi, infatti, si dividono in:

  • Obiettivi di risultato

  • Obiettivi di prestazione

Analizziamoli, perché, secondo me, da un punto di vista motivazionale, sono molto importanti:

Obiettivi di risultato: puntano all’esito di una competizione come vincere o perdere. In questo tipo di obiettivo c'è poco controllo, perché può dipendere da diversi fattori indipendenti dall'atleta. Non bisogna investire troppe energie su questo tipo di obiettivo, perché c’è il rischio di esercitare una pressione troppo elevata sull’atleta. Ad esempio, un giovane atleta con un grande potenziale, ma con ancora poca esperienza, potrebbe confrontarsi con atleti molto più forti ed esperti di lui e, pur ottenendo un'ottima prestazione personale, potrebbe non riuscire a cogliere l'obiettivo e scatenare i fattori demotivanti.

Obiettivi di prestazione: sono connessi al miglioramento di una o più abilità ritenute fondamentale per ottenere una buona performance. In questo caso c'è un alto grado di controllo.


Esistono poi gli obiettivo di processo, che sono legati agli obiettivi di prestazione e rappresentano quello che è necessario fare per acquisire una determinata abilità. Gli obiettivi di processo indicano, nello specifico, cosa fare per raggiungere gli obiettivi di prestazione. In pratica definiscono tutti i sotto-obiettivi, in termini di livello e di tempo che l'atleta, passo passo, deve raggiungere, se vorrà riuscire a raggiungere gli obiettivi finali di prestazione.


Per concludere, vorrei rimarcare la grande importanza della condivisione degli obiettivi tra l’atleta e tutte le figure professionali e non, che lo circondano. Troppo spesso accade che non ci sia corrispondenza tra gli obiettivi della società, quelli dell’allenatore e dell’atleta. E se l'atleta è giovane, direi che uno dei problemi sia rappresentato anche dalle aspettative dei genitori, che devono essere coinvolti nella pianificazione e consapevoli delle potenzialità del proprio figlio.


La mancanza di condivisione, infatti, può essere una componenti che possono pregiudicare la prestazione.




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