“Adesso spacco tutto”
- dott. Rodolfo Vittori

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
... quando lo stress prende il comando e tu subisci

"Adesso spacco tutto" non è solo un modo di dire, ma è una frase che molte persone pensano davvero, a volte più volte al giorno.
Succede nel traffico, davanti a una e-mail di lavoro, dopo un messaggio che arriva nel momento sbagliato. Succede anche quando apparentemente non sta succedendo nulla di grave. Il corpo però reagisce come se fosse in pericolo.
All’improvviso senti calore, tensione, il respiro che si accorcia. La mascella si stringe, le spalle salgono, i pensieri accelerano. Non è nervosismo. Non è debolezza. Non è neppure una questione di carattere. Si tratta una risposta biologica precisa.
Il nostro sistema nervoso è progettato per proteggerci. Quando percepisce una minaccia, attiva automaticamente una risposta di attacco o fuga. È un meccanismo antichissimo, utile quando davanti a noi c’era un predatore. Il problema è che oggi il predatore ha cambiato forma. È diventato una notifica, una scadenza, una richiesta continua di prestazione.
Il corpo però non fa distinzioni. Reagisce allo stimolo come se la minaccia fosse reale. Ormoni come adrenalina e cortisolo entrano in circolo, i muscoli si preparano all’azione, il cuore accelera. Tutto questo accade anche se restiamo seduti davanti allo schermo del computer.
Qui nasce una delle principali fatiche dello stress moderno. Il corpo si attiva, ma non può completare l’azione. Non c’è corsa, non c’è scarico, non c’è risoluzione. L’energia resta intrappolata.
Per questo dire “rilassati” spesso non funziona. Non perché la persona non ci provi, ma perché sta cercando di intervenire con la mente su un processo che è soprattutto fisico. È un po’ come chiedere a un allarme di spegnersi solo perché gli spieghiamo che non c’è pericolo.
Lo stress non è solo un pensiero. È una condizione del sistema nervoso. È elettricità, tensione, chimica che circola nel corpo.
In questo quadro entra in gioco il nervo Vago, un attore fondamentale, spesso nominato ma poco compreso. Si tratta di una lunga via di comunicazione che collega cervello, cuore, polmoni e apparato digerente. È coinvolto nei processi di calma, sicurezza e recupero.
Quando questo sistema funziona bene, il corpo sa riconoscere quando il pericolo è finito, sa rallentare, sa tornare ad uno stato di equilibrio. Quando invece è poco allenato o cronicamente sovraccarico, l’allarme resta acceso troppo a lungo.
Molte persone vivono così. Sono sempre un po’ tese, sempre in allerta, anche nei momenti in cui potrebbero riposare. Non perché lo vogliano, ma perché il loro sistema di autoregolazione è stanco.
La buona notizia è che questi meccanismi non sono fissi. Il sistema nervoso impara. Può essere allenato. Può ritrovare flessibilità.
Non si tratta di eliminare lo stress, cosa impossibile nella vita reale. Si tratta di imparare a riconoscerlo nel corpo e di accompagnare l’organismo a uscire dallo stato di emergenza quando non serve più.
In questo articolo "Uscire dallo stress", usufruibile soltanto dagli abbonati, entro proprio in questo spazio. Vedremo come intervenire in modo concreto sul corpo e sulla consapevolezza. Parleremo di tecniche semplici ma fondate scientificamente, di respiro, di attenzione, di segnali di sicurezza da inviare al sistema nervoso. Un percorso pratico per chi non vuole solo capire lo stress, ma imparare a gestirlo davvero.
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Riferimenti bibliografici
Sapolsky R. M. (2018) Perché alle zebre non viene l'ulcera, Castelvecchi
Porges S. W. (2014) La teoria polivagale, Giovanni Fioriti Editore
McEwen B. S. (2007) Physiology and neurobiology of stress and adaptation, Physiological Reviews
Van der Kolk B. (2015) Il corpo accusa il colpo. Mente, corpo e cervello nell'elaborazione delle memorie traumatiche, Raffaello Cortina Editore
Vittori R. (2024) Ansia: sconfiggerla e vivere sereni, Ed. Ducale




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