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La mia storia

Nella mia vita ho attraversato montagne, mari, sport, viaggi e cambiamenti profondi.
Esperienze diverse che mi hanno insegnato quanto il benessere mentale sia legato al corpo, alle emozioni, alle relazioni e al significato che diamo alla nostra esistenza.

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Le mie cinque vite

Nel corso della mia esistenza ho avuto molte vite diverse. Guardandole oggi, mi accorgo che, pur sembrando lontane tra loro, erano tutte collegate da un unico filo conduttore. La curiosità verso l’essere umano, il desiderio di comprendere la mente, le emozioni, la paura, lo stress, la resilienza e quella strana capacità che alcune persone hanno di rialzarsi anche dopo momenti molto difficili.

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​Sono cresciuto a Trieste, una città multiculturale e mitteleuropea che ha influenzato profondamente il mio modo di osservare il mondo e le persone. Fin da ragazzo ho sviluppato una forte attrazione verso l’esplorazione, la natura e l’avventura. A dodici anni ho iniziato ad andare in grotta, avvicinandomi poco dopo all’alpinismo, attività che negli anni è diventata una parte fondamentale della mia vita.

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​Nel mondo della montagna molti mi conoscevano e mi conoscono ancora come Rudi Vittori. L’alpinismo mi ha insegnato moltissimo. Non soltanto la tecnica o la gestione del rischio, ma soprattutto il rapporto con la paura, la lucidità mentale nei momenti critici, il controllo emotivo, il valore della fiducia reciproca e l’importanza di saper riconoscere i propri limiti.

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A venticinque anni sono diventato Istruttore Nazionale di Alpinismo.

 

Nel corso degli anni ho scalato su terreni molto diversi tra loro, dal calcare alla dolomia, al granito, sia sulle Alpi che in spedizioni extraeuropee. Nel 1983, durante una spedizione sulle Ande, ho aperto una nuova via che all’epoca veniva considerata uno degli ultimi problemi alpinistici irrisolti della catena andina. Esperienze che mi hanno insegnato quanto l’essere umano possa adattarsi, cambiare e superare ostacoli che inizialmente sembrano impossibili.

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​Parallelamente alle attività sportive e professionali, ho lavorato nel mondo industriale, per la sua organizzazione, nella comunicazione, nelle relazioni pubbliche approfondendo sempre di più il tema delle relazioni umane, della gestione dello stress e del comportamento individuale e di gruppo.

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Nel tempo questa ricerca mi ha portato verso la psicologia clinica e la psicoterapia. Ho conseguito una laurea magistrale in Psicologia Clinica, una laurea in Relazioni Pubbliche, una laurea magistrale in Comunicazione, un Master universitario in Nutrizione Clinica e una specializzazione in Psicoterapia Funzionale. Sono inoltre EMDR Therapist e Compassion Focused Therapist. Nel mio lavoro integro differenti approcci terapeutici, tra cui Psicoterapia Funzionale, EMDR, Mindfulness, Compassion Focused Therapy e tecniche psico-corporee, con l’obiettivo di aiutare le persone a ritrovare maggiore equilibrio, autenticità e serenità nella vita quotidiana.

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Nel corso degli anni mi sono occupato soprattutto di stress, ansia, attacchi di panico, relazioni interpersonali, crescita personale, regolazione emotiva e psicologia dello sport. Molte delle esperienze vissute fuori dallo studio professionale hanno influenzato profondamente il mio modo di ascoltare e comprendere le persone.

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​​La mia vita personale ha sempre avuto un ruolo importante nel mio percorso umano e professionale. Mara, mia moglie e compagna di vita dal 1986, esperta in nutrizione, ha condiviso con me molte difficoltà, molti cambiamenti, progetti e avventure. Abbiamo due figli, Nicole e Filippo, che hanno studiato in Inghilterra e oggi vivono e lavorano a Londra.

 

Da alcuni anni sono pure nonno di due splendidi cuccioli. Anche attraverso di loro ho imparato quanto sia importante accettare il cambiamento, lasciare andare le proprie certezze e continuare a crescere anche quando la vita prende direzioni diverse da quelle immaginate.

 

Accanto all’attività clinica ho continuato a coltivare la passione per lo sport e per le sfide personali. In età matura mi sono avvicinato al triathlon agonistico. La mia prima gara l’ho affrontata a cinquantasette anni, un’età in cui molte persone iniziano a convincersi che ormai sia troppo tardi per cambiare o per rimettersi in gioco.

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Lo sport ha sempre rappresentato per me molto più di una semplice attività fisica. Nel corso della vita ho imparato che il movimento è uno degli strumenti più efficaci per prendersi cura di sé, ridurre lo stress, sviluppare resilienza e mantenere un buon equilibrio psicologico. L’allenamento insegna a convivere con la fatica, ad accettare i propri limiti senza arrendersi, a coltivare costanza e pazienza anche quando i risultati tardano ad arrivare. Sono competenze che ritrovo ogni giorno anche nel mio lavoro di psicologo e che considero fondamentali per il benessere della persona.

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Il triathlon, in particolare, mi ha permesso di sperimentare in prima persona quanto mente e corpo siano profondamente interconnessi. Ogni gara diventa un laboratorio di consapevolezza, nel quale motivazione, gestione delle emozioni, capacità di affrontare l’imprevisto e fiducia nelle proprie risorse giocano un ruolo importante quanto la preparazione atletica.

 

​​​Negli anni successivi sono diventato Istruttore FiTri di Triathlon, vivendo lo sport non soltanto come attività fisica, ma anche come esperienza mentale, disciplina interiore e ricerca di equilibrio. Questa convinzione continua ancora oggi ad accompagnarmi, sia nella pratica sportiva sia nel lavoro clinico, dove considero il benessere psicologico e quello corporeo come parti inseparabili della stessa realtà umana.

 

​​​A sessantatré anni ho attraversato a nuoto lo Stretto di Messina.

 

Un’esperienza che, più ancora della fatica fisica, mi ha ricordato quanto spesso siano i limiti mentali, più che quelli reali, a impedirci di vivere pienamente la nostra vita.

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Oggi la maggior parte delle persone mi conoscono come il dottor Rodolfo Vittori, psicologo e psicoterapeuta, ma ancora molti mi ricordano come Rudi Vittori, alpinista ed esploratore. In entrambi i casi si tratta semplicemente di parti diverse della stessa storia.

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Continuo a credere che il benessere mentale non possa essere separato dalla storia personale, dal corpo, dalle relazioni, dalle emozioni e dalla capacità di dare un significato autentico alla propria vita. Perché, in fondo, non è mai davvero troppo tardi per cambiare strada, ricominciare o scoprire una parte nuova di sé.

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