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Perché siamo sempre stanchi...

Immagine del redattore: dott. Rodolfo Vittori
dott. Rodolfo Vittori
17 giu
Tempo di lettura: 3 min

... anche se non facciamo nulla

Perché siamo sempre stanchi

Perché siamo sempre stanchi?

Ci sono giornate in cui non abbiamo fatto nulla di particolarmente faticoso eppure, arrivati a sera, ci sentiamo completamente svuotati. Non abbiamo corso una maratona, non abbiamo fatto un lavoro fisico pesante, magari abbiamo trascorso molte ore seduti davanti a un computer eppure abbiamo la sensazione di non avere più energia.


Succede molto più spesso di quanto pensiamo, perché la stanchezza non dipende soltanto da quello che facciamo con il corpo. Anche il cervello consuma energia e può arrivare a fine giornata sovraccarico.


Uno dei motivi principali è che oggi siamo esposti continuamente a stimoli. Messaggi, e-mail, notifiche, telefonate, social network, notizie, richieste di lavoro, piccoli problemi da risolvere. Anche quando non facciamo apparentemente nulla, il nostro cervello continua a passare da un'informazione all'altra.


Prendiamo lo smartphone. Lo controlliamo magari per pochi secondi, ma quei pochi secondi interrompono quello che stavamo facendo. Leggiamo un messaggio, rispondiamo, vediamo una notifica, apriamo un'applicazione e poi torniamo al lavoro. Ogni volta il cervello deve cambiare compito e poi ritrovare il filo. Questo continuo cambio di attenzione ha un costo.


Il risultato è che possiamo arrivare a sera stanchi non perché abbiamo fatto troppo, ma perché siamo rimasti mentalmente attivi senza vere pause.


C'è poi un'altra forma di stanchezza che spesso sottovalutiamo che è quella prodotta dai pensieri.


Possiamo stare seduti sul divano e contemporaneamente ripensare a una discussione avuta al lavoro, preoccuparci per qualcosa che dovremo fare domani, controllare mentalmente tutto quello che non abbiamo ancora terminato e immaginare problemi che forse non si verificheranno mai.


Il corpo è fermo, ma la mente continua a lavorare

Succede soprattutto quando siamo preoccupati o sotto stress. Il cervello rimane in una condizione di vigilanza, continua a cercare soluzioni, anticipare difficoltà e controllare ciò che potrebbe andare storto. Se questa modalità diventa abituale, la sensazione di stanchezza può diventare quasi costante.


Anche prendere continuamente decisioni ci affatica

Pensiamo a quante scelte facciamo in una giornata. Cosa mangiare, quando rispondere a una mail, quale lavoro affrontare per primo, se accettare un impegno, quando andare a fare la spesa, cosa acquistare, cosa rimandare. Molte di queste decisioni sono piccole, ma sommate fra loro consumano risorse mentali.


A questo si aggiunge spesso la sensazione di dover essere sempre disponibili. Il confine fra lavoro e tempo libero è diventato molto più debole. Possiamo ricevere una mail di lavoro mentre siamo a cena oppure leggere un messaggio professionale poco prima di andare a dormire.


Non serve rispondere immediatamente perché il cervello inizi comunque a occuparsene.


Cosa possiamo fare allora?

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