Inserimento o onboarding?

Aggiornato il: 24 dic 2020




L’inserimento di un nuovo collaboratore in un'organizzazione non è una operazione semplice. È sicuramente un momento psicologicamente molto delicato sia per il neoassunto ma anche per l'impresa, considerati i risvolti importanti che questa figura porterà all’interno della macchina aziendale.


Ti ricordi il tuo primo giorno di lavoro? Quell’ansia e la paura di fare una brutta figura generano un forte stress. Iniziare un nuovo lavoro, in una nuova azienda rappresenta un cambiamento nella propria vita che soltanto il tempo saprà dirci se è stato positivo o meno.

Un momento di forte stress per una persona.


È compito dell’azienda far sentire a proprio agio il nuovo arrivato e inserirlo nell’organico nel migliore dei modi. L’insieme di queste procedure viene chiamato onbording. È grave sottovalutare l’importanza di questo processo, l’imprinting della nuova leva dovrà essere positivo, al fine di risultare coeso all’intera organizzazione.


Per concretizzare l’onbording, ecco alcuni consigli utili:


  1. Email di benvenuto: qualche giorno prima dell’arrivo del neoassunto, inviali una email di ringraziamenti, rimarcando le sue potenzialità e le motivazioni per le quali sarà importante per l’azienda. Inoltre, indicali varie informazioni a lui utili, per esempio dove parcheggiare o le varie policy aziendali. Tutto ciò accrescerà fin da subito un rapporto di fiducia e di ambizione, sentimenti positivi per l’azienda.

  2. Breve tour e “Starter Kit”: il primo giorno è buona cosa fare un tour della struttura, indicando al nuovo collaboratore i punti salienti come i bagni e la macchina del caffè. Nel mentre, si può approfittare del giro per presentarli i suoi nuovi colleghi. È poi una buona idea consegnarli uno Starter Kit aziendale, per esempio il badge se è previsto, in quanto aiuta a creare un legame a livello emozionale (engagement).

  3. Burocrazia: si sa che il primo giorno ci sono un po’ di scartoffie da fare, ricordati di non mettere fretta alla nuova leva, avrà bisogno dei suoi tempi.

  4. Tutor: è necessario una figura di affiancamento che sia competente e che sappia rispondere ad ogni possibile domanda del nuovo arrivato, oltre al possedere doti comunicative e relazionali.

  5. Definizione degli obiettivi: non sapere cosa fare è la peggiore cosa per un nuovo assunto. È bene, dunque, programmare una riunione volta a spiegare e assegnare ogni compito e obiettivo da raggiungere ai dipendenti e al nuovo arrivato.

Ti abbiamo fatto venire dei dubbi sul tuo modo di inserire una nuova risorsa in azienda? Se hai dei dubbi e vuoi qualche consiglio, non esitare a contattarci


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