Frutta si...
- dott.ssa Mara Salviato

- 20 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
... o frutta no?

La frutta è spesso associata a leggerezza, naturalezza, semplicità. Si compra, si lava, si consuma.
Proprio questa apparente semplicità rischia però di farne sottovalutare la natura nutrizionale.
È composta in larga parte da acqua. Apporta fibra alimentare, vitamine, sali minerali e una quota di carboidrati semplici, prevalentemente fruttosio e glucosio, con quantità variabili di saccarosio a seconda del frutto e del grado di maturazione.
Per la presenza di zuccheri semplici qualcuno la considera un problema. Altri la trattano come un alimento sempre e comunque adatto.
Né l’una né l’altra posizione è corretta.
Nella frutta gli zuccheri non sono isolati, ma inseriti nell’alimento insieme a fibra e acqua. Questo ne modula l’assorbimento rispetto agli zuccheri utilizzati per dolcificare ciò che consumiamo.
Resta però un alimento che fornisce energia sotto forma di carboidrati semplici e che può influenzare l’andamento della glicemia e la risposta di sazietà.
È qui che nasce il fraintendimento.
Non è la frutta in sé a determinare se tornerà fame dopo poco, ma il contesto in cui viene inserita. La regolazione dell’appetito dipende dall’interazione tra carboidrati, proteine, grassi e fibra e dalla loro distribuzione nel tempo.
Un frutto può risultare perfettamente adeguato in un momento della giornata e meno in un altro, non perché cambi la sua qualità, ma perché cambia l’equilibrio metabolico in cui viene inserito.
Negli anni la frutta è stata spesso proposta come spuntino “spezzafame” per definizione. È diventata una scelta quasi automatica, associata all’idea di alimento sano e innocuo.
Ma nessun alimento è neutro dal punto di vista metabolico. Ogni alimento fornisce nutrienti e produce una risposta fisiologica.
La frutta non è uno spezzafame universale. È un alimento nutrizionalmente valido che va collocato in modo coerente con la struttura dei pasti e con la distanza dal pasto successivo.
Capire che la frutta non è un automatismo è il primo passo.
Saperla inserire nel momento più adatto è il secondo.
Nell’articolo “Quando e come mangiare la frutta” trovi le indicazioni pratiche per inserirla nella giornata in modo consapevole, distinguendo tra consumo a fine pasto, lontano dai pasti e nelle ore serali.
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