Il vero obiettivo stagionale

Aggiornamento: 7 ago 2021


Si tratta di una gara contro il tempo, una specie di tappa a cronometro, nella quale, da soli, senza il supporto di nessuno, né della squadra, né dei compagni o del Gruppone, bisogna pedalare, ricoperti di cavi, sotto lo sguardo arcigno del giudice di turno.


Lo stress pre-gara inizia nel momento in cui qualcuno, della segreteria della tua squadra, ti comunica che il tuo certificato annuale sta scadendo e che, in mancanza di rinnovo, non potrai partecipare agli allenamenti e, men che meno, alle gare.


Tu stai bene, ti senti bene, recentemente il battito cardiaco a riposo è anche sceso un po’, i watt alla soglia in bicicletta si sono elevati, quindi non vedi alcun ostacolo, al momento, che ti impedisca di superare la prova.


Ma è sempre una gara, nel corso della quale può accadere di tutto.

Telefoni al centro convenzionato e prenoti la visita. Fin qui tutto bene, nessun problema evidente. Ma siamo appena all’inizio.


Arrivi con almeno quindici minuti di anticipo, e questo la dice lunga sull’ansia che ti porti dentro, tu che sei abituato ad arrivare sempre “all’ultimo minuto” e molto spesso anche oltre. E la signorina dietro al bancone legge immediatamente il tuo stato d’animo sulla tua faccia cerulea, e con una insana dose di sadismo, ti consegna il modulo del “consenso informato”che tu dovrai leggere, compilare e firmare. In questo pezzo di carta, stilato da chissà quale perfido burocrate, ti avvisano che, durante la prova, potresti avere un calo di pressione, svenimento, scompenso cardiaco, infarto, shock, coma, morte … andiamo bene. E tu firmi.


Aspetti il tuo turno sfogliando quelle riviste che stampano appositamente per gli studi medici. Voi le avete per caso mai viste in edicola? Io no.


E arriva il tuo turno: tre … due … uno … via. La porta si apre ed entri nello studio vero e proprio, dove un anziano medico depresso, senza degnarti di uno sguardo, ti dice di sederti e tu rimani lì, imbarazzatissimo, con la tua boccettina di pipì in mano che non sai dove diavolo appoggiare. Cosa se ne faranno poi della tua pipì non si sa, forse presumono che ti stia dopando?


</