I disturbi alimentari

Credo che abbiate sentito molto spesso parlare di anoressia, bulimia o di binge eating. Dietro a questi termini si nasconde una profonda sofferenza psicologica. I Disturbi Alimentari sono patologie caratterizzate da abitudini alimentari alterate e da un eccessiva preoccupazione per il peso e la forma del proprio corpo.

In questo articolo cercheremo di capire che cosa significhi soffrire di un disturbo alimentare e come questo colpisca l’identità e l’autostima di chi ne soffre.

Normalmente i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) si sviluppano durante il periodo dell’adolescenza e colpiscono soprattutto le ragazze. Come sappiamo, l’adolescenza è una fase della vita caratterizzata da cambiamenti fisici e psicologici. Le ragazze iniziano ad osservare cambiamenti profondi nel proprio corpo e a definire la propria identità.

In questa fase di transizione è molto facile per un ragazza vedere che il proprio corpo non corrisponde all’immagine ideale, e questo può causare moltissima sofferenza, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo vivendo, nel quale, a causa del web e dei social network, le ragazze vengono continuamente esposte a falsi modelli di bellezza caratterizzatati da un eccessiva magrezza.

In questa situazione, il cibo diventa un mezzo per controllare il disagio emotivo profondo che si esprime con comportamenti alimentari problematici come il digiuno e le restrizioni alimentari da una parte, o le abbuffate con o senza comportamenti compensativi (vomito indottto, uso di lassitivi) e la preoccupazione eccessiva per il proprio peso corporeo.

La vita delle persone che soffrono di Disturbi dell’alimentazione, ruota tutta attorno al cibo, visto come un nemico da combattere. Chi soffre di questi disturbi pensa costantemente a cosa e quanto mangiare. Le cose più banali per le persone che non ne soffrono, come una cena con gli amici, può generare dei forti stati d’ansia. Il risultato è purtroppo un progressivo isolamento sociale.

Molto spesso i disturbi sono secondari ad altri traumi subiti e sono la risposta della mente per elaborare il trauma. La persona che ne soffre, quindi, molto spesso non è consapevole del problema, perché il cibo diventa un modo per eliminare la sofferenza emotiva causata dal trauma primario.

Sono noti diversi tipi di disturbi del comportamento alimentare, ma tutti hanno in comune l’alterazione della propria immagine corporea, ovvero la percezione del proprio aspetto, l’idea che la nostra mente si è fatta del nostro corpo e delle sue forme.

Questi disturbi alimentari con il tempo possono portare a gravi problemi di salute fisica e mentale e per cercare di risolverli è necessario capire la differenza tra il problema nutrizionale e quello psicologico. In questo contesto sono molto utili gli approccio basati sulla mindfulness come ad esempio la mindful eating, indicata per chi soffre di bulimia o di binge eating, al fine di ristabilire un rapporto sano e sereno con il cibo.

La pratica della mindful eating aiuta le persone a riconnettersi con i bisogni del proprio corpo, a riconoscere i segnali di fame e sazietà ed, infine, ad essere più consapevoli degli stati emotivi e dei pensieri legati al cibo e al proprio corpo.

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