Gestione del tempo (parte 5 di 5): L’errore comune del multitasking


Il tempo è una delle risorse più preziose che abbiamo ed è quella che, una volta sprecata, non è più possibile recuperare.

Tutti, in alcuni momenti della nostra vita, soprattutto in ambito lavorativo, ma non solo, abbiamo avuto l’impressione che il tempo a nostra disposizione fosse troppo poco. Molto spesso non riusciamo a portare a termine le attività che avevamo pianificato.


Alcuni errori comuni nella gestione del tempo aumentano il rischio di rimandare i piani che ci eravamo fatti.

È importante cercare di correggere questi errori per ridurre la cattiva abitudine di rimandare le cose.


Vediamo uno dei problemi, gli altri li vedremo in altri articoli, che riguarda l’errore che spesso si compie, di cercare di lavorare in multitasking, credendo, erroneamente, di aumentare l’efficacia e l’efficienza del proprio lavoro.


Provare a fare troppe cose contemporaneamente, specialmente molti impegni urgenti e progetti importanti è un segnale di una cattiva gestione del tempo.


Il nostro cervello non è fatto per il multitasking, diversi esperimenti in letteratura ormai l’hanno dimostrato. Solo una bassissima percentuale di esseri umani riesce a svolgere più attività contemporaneamente in modo efficiente.


Si possono portare avanti due compiti contemporaneamente, come ad esempio ascoltare la musica mentre stiamo guidando, soltanto quando uno dei due ci richiede un carico di coinvolgimento molto basso.


Quelle persone che operano spesso nell’illusione di portare avanti più compiti contemporaneamente, i cosiddetti “heavy multitasker”, hanno delle difficoltà a filtrare le informazioni irrilevanti e questo significa che l’attenzione viene catturata da elementi non importanti. Inoltre, presentano un elevato livello di stress che va a influire sul loro benessere.


Oggi la gestione delle distrazioni riguarda molto il rapporto con i dispositivi digitali. La tecnologia in se non è causa di distrazione, ma può essere responsabile di una difficoltà di concentrazione a causa della quantità di informazioni che riceviamo continuamente.

Le notifiche che si ricevono dai social, il telefono che squilla, una persona che ci interrompe, sono dette distrazioni esterne, perché si riferiscono all’ambiente circostante. Le distrazioni interne, invece, si riferiscono alle distrazioni della nostra mente e quindi al proprio mondo interiore, per esempio quando iniziamo a pensare a quello che dobbiamo acquistare prima di andare a casa, per preparare la cena.


Quindi, quando riusciamo ad eliminare le distrazioni esterne, può essere che siamo disturbati da quelle interne perché non siamo abituati ad una modalità operativa concentrata.


Molti fanno l’errore di scrivere o rispondere a delle e-mail e nello stesso tempo parlare al telefono, pensando di sbrigare il doppio del lavoro in tempo mascherato. In realtà, quando usiamo il multitasking, è dimostrato che impieghiamo il 20-40% di tempo in più a finire un compito rispetto a quando non lo usiamo.


Inoltre, molto facilmente, entrambi i compiti vengono svolti in modo mediocre, con il risultato che le email vengono inviate piene di errori e le persone con le quali stiamo parlando si accorgono della nostra scarsa attenzione.

Quindi, in un’ottica di benessere e di miglioramento delle performance, è molto meglio dimenticarsi del multitasking e focalizzarsi su un compito alla volta, producendo in questo modo lavori di alta qualità e riducendo notevolmente il proprio livello di stress.


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