Gaslighting, una forma di violenza psicologica

Aggiornato il: mar 6



Gaslighting è un termine che identifica una manipolazione psicologica che può essere attuata su di una persona.


Il nome deriva da un’opera teatrale del 1938, chiamata “Gas Light”, adattata poi da A. Hitchcock nella sua pellicola “Rebecca – la prima moglie”.


In breve, la storia racconta di un marito che cerca di portare sua moglie alla pazzia. Per fare ciò sposta alcuni elementi dell’ambiente e, quando la moglie se ne accorge, insiste nel convincerla del contrario.


Da qui si origina il termine gaslighting, uno strumento di manipolazione che innesta dei dubbi sempre più concreti in una persona, portandola a non comprendere più la realtà e a non fidarsi più del proprio giudizio.


Il gaslighter, colui che attua questa manipolazione crudele, è quasi sempre un partner o un parente stretto. La vittima è portata praticamente a giustificare e dare ragione al manipolatore, per via della crescente incertezza maturata.


L’arma più usata è quella dei messaggi che tendono a svalutare la persona, come “sei stupido” o “sei grassa”, spesso pronunciati alla presenza di altre persone, poiché l’umiliazione pubblica è un ottimo catalizzatore per la manipolazione.


Per difenderti dai gaslighter è importante avere la capacità di identificare i i vari tipi:

  • L’affascinante. È colui che ha maestria nell’arte del complimento, ammalia e poi colpisce con un duro insulto, tornando subito dopo all’amore lusinghiero.

  • Il bravo ragazzo. La faccia d’angelo che illude la vittima di fare solo il suo bene, mascherando le sue intenzioni egoistiche.

  • L’intimidatore. È il manipolatore più diretto, non si nasconde. Offende e mortifica la vittima esplicitamente.


Lo scopo del manipolatore, è quello di ridurre la vittima ad un completo livello di dipendenza fisica e psicologica, annullando la sua capacità di autonomia e di responsabilità. La vittima si troverà imprigionata da questo comportamento e, lentamente, le sue resistenze si ridurranno fino a scomparire del tutto, diventando inconsapevolmente complice del proprio aguzzino.


La manipolazione del Gaslighting si svolge in più fasi.


  • La prima fase è caratterizzata dalla distorsione della comunicazione. La vittima non riuscirà più a capire il persecutore. I loro dialoghi saranno caratterizzati da silenzi ostili, alternati invettive destabilizzanti. La vittima si troverà completamente disorientata e confusa.

  • Nella seconda fase ci sarà un tentativo di difesa. Il perseguitato cercherà di convincere l’abusante che quello che dice non corrisponde alla verità. Tenterà, inutilmente, di instaurare un dialogo, sperando di far cambiare il comportamento del gaslighter.

  • La terza fase è rappresentata dalla discesa nella depressione. La vittima inizierà a convincersi che quanto dice l’abusante, corrisponda alla verità. Si rassegna, diventa insicura ed estremamente vulnerabile e dipendente. È in questa fase che la perversione relazionale raggiunge l’apice. La vittima manipolata, si convincerà che il suo aguzzino ha ragione e, molto spesso, egli verrà anche idealizzato.


Queste tecniche di gaslighting, come riportano sia la psicologa Martha Stout (2005), sono piuttosto comuni nelle persone sociopatiche che trasgrediscono correntemente leggi e convenzioni sociali per sfruttare gli altri. I gaslighter sono tipicamente dei bugiardi credibili che negano puntualmente ogni misfatto.

Il gaslighting è molto presente, come affermano Jacobson e Gottman (1998), nei casi di violenza domestica, con mariti che negano le violenze a danno delle mogli, e anche in molti casi di adulterio, come evidenziato da Gass e Nichols (1988), negando l’evidenza e portando il coniuge alla perdita completa della stabilità e, purtroppo molto spesso, anche al suicidio.


Per chi si ricorda, citeremo anche i crimini compiuti negli anni ’60 dello scorso secolo, dai componenti della Famiglia Manson, che usavano queste tecniche con le proprie vittime, entrando nelle loro case, senza rubare nulla ma, spostando soltanto i mobili, turbando gravemente l’equilibrio psichico delle persone.