Amore per sé stessi, primo passo verso la serenità

Aggiornato il: lug 7

Amare se stessi è molto importante, lo leggiamo spesso e un po’ ovunque, ma ci siamo mai chiesti perché è importante? L’amore per sé stessi, che non va assolutamente confuso con il narcisismo patologico, è una dimensione molto importante della personalità. Amare se stessi significa accettare i propri pregi e i propri difetti diventando per noi stessi quella persona di cui abbiamo più bisogno.La vita quotidiana, il lavoro, i rapporti con le altre persone, ci sottopongono quotidianamente ad una elevata pressione, che porta ad un grande stress, per cercare di essere sempre all’altezza della situazione. Negli anni, pertanto, abbiamo sviluppato un grande capacità di autocritica. Siamo diventati espertissimi nell’evidenziarci tutti i nostri fallimenti, rimproverandoci per lo scarso impegno o per non essere abbastanza intelligenti. Esasperare, però, questo atteggiamento, potrebbe essere nocivo e controproducente, alla nostra salute e al nostro benessere.

I mass media ci mostrano un mondo falso, fatto di persone ricche, belle, famose e di successo, ma statisticamente la maggior parte delle persone non sono né famose, né belle, né ricche, né di successo. Non possiamo affliggerci perché non riusciamo ad ottenere quelli che sono di fatto obiettivi oggettivamente poco probabili.

Continuamente, ognuno di noi, sente il bisogno di essere apprezzato dagli altri e di ottenere delle piccole conferme che rinforzino la propria autostima. Nella vita adulta, invece, dovremmo essere in grado di fare affidamento su un senso di autostima interno sufficientemente solido, senza dover dipendere dal giudizio degli altri. Molto spesso, invece, il bisogno di ammirazione e di approvazione è assoluto e assistiamo spesso ad una esagerata ostentazione della propria immagine, ad una cura maniacale del corpo e del proprio modo di apparire, che rivela un fondo di autostima piuttosto fragile.

L’eccessiva autocritica può diventare una vera e propria flagellazione che, in molti casi, potrebbe culminare in depressione e provocare una riduzione significativa delle nostre prestazioni. Mostrare compassione e amore per noi stessi, invece, ci serve per riparare a questi circoli viziosi nei quali rischiamo di venire risucchiati, ed è la base per una vita serena, soddisfacente e produttiva.

Cerchiamo di dare una definizione al concetto di auto-compassione. Quando parliamo di auto-compassione ci riferiamo ad un atteggiamento indulgente verso noi stessi, verso i nostri inevitabili errori e i nostri, senza colpevolizzarci.

L’amore per sé stessi comporta la capacità di occuparsi in modo consapevole degli aspetti di sofferenza e vulnerabilità della nostra persona. Ognuno di noi porta dentro di se un lato “bambino” che è quello in grado di approcciare le esperienze in modo creativo e giocoso. Ma il lato “bambino” è anche quello che si esprime nei momenti di paura, ansia, vergogna, ovvero quando ci sentiamo emotivamente vulnerabili, quando temiamo che la nostra sicurezza emotiva sia in pericolo. Per distrarre questi stati d’animo del bambino che è in noi, molto spesso reagiamo abbuffandoci di cibo, esagerando con la palestra e l’attività fisica, oppure facendoci prendere dallo shopping compulsivo. Facendo così, però, non aiuteremo quel bambino a riconoscere, tollerare e gestire i turbamenti e le frustrazioni che inevitabilmente la vita offre a tutti. L’obiettivo che dovremmo porci, invece, è quello di riuscire ad avere la capacità di attraversare un turbamento emozionale, mantenendo la capacità di pensare, di ragionare su quanto sta accadendo, in modo da trovare le soluzioni che ci sono sempre. Coltivare l’amore per sé stessi significa poter avere a disposizione una varietà di metodi sani e funzionali per tranquillizzarsi. Prendiamo ad esempio i disturbi alimentari. Concedersi occasionalmente e in modo consapevole un piccolo comfort-food a scopo consolatorio non è certo un problema, ma diventa un problema quando questo è l’unico modo che la persona mette in atto per disconnettersi da uno stato emotivo stressante o traumatico. Avere cura di sé implica invece avere a disposizione una serie di mezzi funzionali per smorzare la risonanza emotiva di certi stati della mente e poterla gestire con più padronanza.

Anche in questo caso, il rilassamento e la meditazione possono venirci in aiuto. Troviamo un posto comodo, possiamo metterci seduti per terra o su una sedia con la schiena diritta, ma possiamo anche sdraiarci su un letto, o distenderci in un bagno caldo. Chiudiamo gli occhi e concentriamoci sul nostro respiro. Sull’aria che entra dalle narici ed esce dalla bocca, sulla pancia o sul petto che si espandono all’entrata dell’aria. Non forziamo il respiro, manteniamolo naturale, e lasciamo passare il flusso dei pensieri negativi di auto-colpevolizzazione e auto-accusa, cerchiamo di essere indulgenti e gentili verso noi stessi e verso i nostri errori. Proviamo a pensare alla nostra vita come alla scalata della montagna più alta e più difficile del mondo e di non riuscire ad arrivare in cima. Anche se non siamo riusciti nell’impresa, considerando la montagna, non possiamo dire di essere stati incapaci nel tentativo di farlo. Il nostro valore non è dato esclusivamente da quello che realizziamo in termini di stato sociale e di successi materiali, la vita è soltanto nostra e abbiamo il diritto di viverla serenamente.

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